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Biblioteca Santa Maria di Pozzano in Castellammare di Stabia

PATRIMONIO:
volumi ed opuscoli (4500)

PRESENTAZIONE

Nel secolo XI alcuni pescatori osservarono un chiarore, come di fuoco, sulla collina di Pozzano a Castellammare. Secondo la tradizione, la notte, per tre volte di seguito, apparve loro la Vergine Maria che chiese di recarsi dal Vescovo, per condurlo in un luogo dove avrebbero ritrovato una sua immagine prodigiosa da porre in degna venerazione. Ritrovata la sacra immagine gli Stabiesi iniziarono la costruzione della chiesa. Nel 1477 i Frati Minimi di San Francesco di Paola furono invitati a prendere dimora al Santuario ma, poco dopo, il re aragonese intervenne con un divieto perentorio. Dopo alcuni anni, nel viaggio dalla Calabria verso la Francia, il Santo di Paola si fermò a Castellammare, dove, per tre giorni, poté venerare la Vergine. Il suo desiderio, di vedere i Frati Minimi tornare a Pozzano, si realizzò nel 1506, appena un anno prima della sua morte. Il convento di Castellammare è il più antico della provincia religiosa e i religiosi, oltre ad ampliare la chiesa, costruirono nel 1585 la torre campanaria, che fungeva anche da faro. Nel 1631 Castellammare era tra le cittadine colpite dall’eruzione del Vesuvio, scosse di terremoto e pioggia di cenere e lapilli affliggevano gli abitanti. Nel dicembre di quell’anno il Correttore del Santuario si fece promotore di una pubblica processione di penitenza. Prima di rientrare, profeticamente, invitò il popolo ad andare ad accogliere “il Figlio che viene a trovare la Madre sua”. Giunti dinanzi lo specchio d’acqua, ai piedi del Santuario, grande fu lo stupore nel vedere, spinto tra le onde, un Crocifisso privo della croce. Il sacerdote prendendo il Crocifisso, con la solenne benedizione, liberò la città da quella calamità naturale. Madre e Figlio erano uniti e lo sono ancora, a distanza di secoli, nei cuori dei tanti che, da tutto il sud Italia, giungono al Santuario di Pozzano. Tra i pellegrini vanno menzionati i sovrani Angioini, quelli Aragonesi e Francesco II di Borbone. Quest’ultimo attendeva l’apertura del tempio pregando in ginocchio sul sagrato. Nel 1799 la legge di soppressione delle corporazioni religiose colpì anche Pozzano. I Frati Minimi, vigili custodi del tempio mariano, poterono tornarvi parzialmente nel 1823 e, definitivamente, solo nel 1852. Dopo pochi anni, con la legge di soppressione del 1866 i Frati dovettero, nuovamente, lasciare il convento. Vi tornarono nel 1895. Nel corso dei secoli i Pontefici hanno arricchito il Santuario con il dono delle Indulgenze, nel 1874 con la consacrazione del Tempio e la solenne Incoronazione dell’immagine della Vergine, infine, nel 1916, con l’elevazione al titolo e alla dignità di Basilica.

La biblioteca del convento ha seguito le sorti della comunità religiosa, tuttavia consta di una ricca collezione di libri antichi e di pregio, frutto anche delle donazioni dei fedeli. Attualmente ha una consistenza di circa 5.000 volumi.